KRAMPUS: andiamo in giornata nel Tarvisiano

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Avete mai pensato di avventurarvi al limite della realtà? Beh, se l’idea vi attira sappiate che esiste una festa che, per le sue atmosfere, vi accompagnerà ai confini del surreale.

La festa si tiene, generalmente, nel giorno di San Nicolò (San Nicola da Bari, vescovo di  Myra) il 5 dicembre. Questa festa a molti non dirà nulla, poiché questo avvenimento è tipico di una ristretta zona geografica: Austria, Germania meridionale (Baviera), Svizzera e Italia settentrionale (SüdTirol e nella zona della Val Canale e del Tarvisiano).

Io ho avuto la fortuna di passare tre anni della mia vita proprio in una di queste località, Tarvisio: è collocato sulla punta nord-est dello stivale, nella zona dei tre confini. Questo paese si trova a pochi chilometri dal confine con l’Austria e la Slovenia. La zona, una volta fortemente popolata da tedescofoni, in seguito alle guerre mondiali si è popolata di italiani che però, hanno saputo mantenere la tradizione.

Si parla proprio di tradizione quando si parla di San Nicolò e i Krampus. La festa ha come culmine una sfilata per le vie del paese che segue questo ordine: in primis sfila San Nicolò, a piedi o su di un carro, distribuendo dolci e caramelle ai paesani; a seguire i Krampus, una masnada di diavoli inferociti, armati di fruste e catene.

I lampioni si spengono e potete intravedere, nel buio, solo le fiaccole dei Krampus che avanzano, mentre il silenzio, quasi surreale, viene rotto solo dai tenebrosi Carmina Burana.

krampus-maschera

Ma cosa sono i Krampus?

Ecco, sono uomini-caproni scatenati e molto inquietanti che si aggirano per le strade alla ricerca di bambini “cattivi”. Le loro facce sono coperte da maschere diaboliche e paurose; i loro abiti sono laceri, sporchi e consunti. I Krampus quando vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni, mentre colpiscono con delle lievi “frustate” la gente (se vi state chiedendo quanta affluenza un festa del genere possa ottenre, sappiate che la popolazione del paese, in quei giori, triplica).

Questa festa ha le sui orgini in una leggenda, tramandata sin da tempi lontani, lugubri e misteriosi. Eccovela riassunta e semplificata:

“Si racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestissero usando pellicce (formate da piume e pelli) e maschere (con corna di animali). Rendendosi così irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle provviste necessarie per la stagione invernale. Ma, dopo un po di tempo, i giovani si accorsero che tra di loro vi era un impostore: era il diavolo in persona, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra. Venne dunque chiamato il Vescovo Nicolò, per esorcizzare l’inquietante presenza. Una volta sconfitto il diavolo, tutti gli anni, i giovani, travestiti da demoni, sfilano lungo le strade dei paesi, non più a depredare, ma a portare doni o a “punire i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del Vescovo che aveva sconfitto il male.”

San Nicolò e i Krampus si mostreranno gentili con i bambini che si sono comportati bene donandogli un tipico dolcetto a forma di Krampus (generalmente pane dolce con uvetta), mentre per i “bambini catttivi” ci sarà solo del carbone.

Detto questo io consiglio di andare a vivere questa festività nella zona del Tarvisiano, non solo perché ci ho vissuto, ma anche perché risulta, per vari motivi, molto più comoda. Tarvisio, infatti, è servita dall’autostrada, che termina proprio alle porte del paese (dal casello di Venezia sono circa 2 ore di viaggio). Inoltre, trovandosi ad un’altitudine media (circa 800 metri sopra il livello del mare), risulta vivibile e non richiede particolari capacità alla guida (le strade sono pulite). Infine, il centro storico si è mantenuto nel corso degli anni abbastanza invariato e le strutture alberghiere, anche se non ammodernizzate, ci sono e hanno prezzi contenuti rispetto ai vicini altoatesini.

Per concludere non posso fare altro che consigliarvi Tarvisio e il Friuli Venezia-Giulia anche per le prelibatezze culinarie ed enologiche che nasconde.

Il mio consiglio:

Partite il mattino se potete, non serve presto, e fermatevi ad osservare le bellezze delle Alpi Giulie o i piccoli borghi medievali (come Venzone, famosa per la lavanda). Arrivati a Travisio vi consiglio di parcheggiare l’auto, poichè il paesino è piccolo e si gira agevolmente a piedi. A questo proposito vi consiglio di parcheggiare dietro l’istituto scolastico (via Vittorio Veneto 62). C’è un grande parcheggio gratuito e di lì, in pochi minuti di passeggiata, vi troverete direttamente nella piazza centrale, cuore della festa. Tarvisio sarà brulicante di turisti ma, soprattutto, di gente del posto intenta a ultimare i preparativi per la serata.

La sfilata dei Krampus si terrà sulla via principale del paese che arriva in piazza. Arrivati in centro, vi consiglio una passeggiata: se vi piacciono i negozi Tarvisio ne è piena (gli austriaci ai tempi della frontiera la chiamavano Verkaufstadt=città delle vendite); se invece preferite gli ambiti culturali potete visitare la Chiesa in centro, unico esempio rimasto di “Chiesa fortificata”. Essa infatti conserva ancora un vecchio torrione parte della cinta muraria che la proteggeva dagli attachi dei barbari del nord.

Quando poi, la luce comicia a farsi flebile, prendete il vostro posto lungo la via principale…i Krampus stanno arrivando. La sfilata inizia normalmente verso le 16:30/17, maggiori informazioni le potete trovare qui. Approfitatte dell’attesa per bervi un the caldo o un vin brulé nei bar del centro (per esempio Tizio e Caio o da Rena). Dopo aver visto la sfilata non indugiate troppo e correte a mangiare!

Infatti, una volta che San Nicolò ha premiato i bambini se ne va e lascia liberi i Krampus, generando così un marasma di ragazzi e adolescenti che provocano i Krampus e che, in cambio, ricevono “frustate” e qualche “vergata” (chissà che magari li in mezzo non ci troviate anche me).

A questo proposito, prima quindi di spendere le ultime parole su dove andare a gustare delle prelibatezze gastronomiche, vorrei fare una precisazione: i Krampus sono ancora oggi, ragazzi del posto travestiti da demoni, quindi: se vi arriva una frustata non fatene una tragedia, sta nello spirito della festa, nessuno verrà picchiato selvaggiamente. Perciò, se proprio nutrite dei timori, correte a rifugiarvi sopra un bel piatto di Frico.

Detto questo, immagino vi sarà salito un certo languorino no? Benissimo, allora avete l’imbarazzo della scelta: potete mangiare una buona pizza al Bar Pizzeria Alpino oppure assaggiare tipici piatti friulani in una singolare location, prenotando anticipatamente, alla Alte Hütte. Se invece preferite salumi e formaggi sappiate che all’uscita del paese vi aspettano al Dawit. Infine se preferite le bistecche o qualche primo al Ristorante Al vecchio Skilift sapranno come accontentarvi.

Bene, vi auguro un Buon Appetito e, mi raccomando, Prosit.

Mandi.


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Sono un maestro di sci, amo le alpi tanto quanto amo la cultura dei popoli che visito. Mi sto laureando in Scienze Politiche e, “da grande”, vorrei lavorare nella diplomazia. Amo questa Europa “no borders” per l’infinità di opportunità che ci dona. Ho trovato il mio “alter ego” animale nel mio lupo Kaya.


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