PRAGA, Repubblica Ceca

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Dobrý den!

Lo scorso marzo, dopo aver cancellato una vacanza a Vienna per Capodanno, decidemmo di concederci un viaggetto a Praga. Avevo un bel ricordo di questa capitale perché ero già andata in gita alle medie; ma a dirla tutta la ricordavo completamente diversa, quindi l’ho piacevolmente riscoperta.

Il volo lo abbiamo prenotato con easyJet a metà febbraio e siamo partiti il 3 marzo; il fatto di averlo pagato poco ci ha fatto credere che forse esistono ancora i mitologici last minute. Per quanto riguarda l’alloggio, abbiamo deciso di coccolarci prenotando un bel albergo centralissimo vicino a Piazza San Venceslao.

PRIMA DI PARTIRE

  • CAPPELLO, SCIARPA, GUANTI perché: mentre qui a marzo tiriamo fuori il nostro chiodo, lì probabilmente potreste trovare la neve.
  • SCARPE COMODE perché: si sta in giro all day long e noi l’abbiamo visitata senza prendere un mezzo di trasporto.
  • PREPARATEVI UN BEL PROGRAMMA perché: Praga è divisa in 10 distretti, il centro viene generalmente distinto in Staré Město (Città vecchia) e Nové Město (Città nuova); a questa divisione, per comodità, io aggiungerei Malá Strana, il quartiere dove si trova Hradčany.

3 marzo.

Partenza ore 11.35 dall’aeroporto Marco Polo di Venezia e arrivo a Praga alle 13. La prima cosa che abbiamo fatto è stata cambiare gli euro necessari per il taxi in corone ceche (CZK). La cosa che mi piace di più quando arrivo in una città nuova è osservare dal finestrino del taxi i palazzoni.

Praga è bellissima, si può giudicare anche solo dalla copertina!

Arrivati all’Hotel Amarilis sistemiamo i bagagli e AMMIRIAMO la camera (sì, perché spesso pur di risparmiare ci ritroviamo in delle baracche – l’importante è che superino la prova pulizia). Questa camera aveva tutti i comfort necessari. L’hotel ha una bella sala ristorante e una SPA per i più pigri (ad un costo supplementare): noi non ci siamo stati ma per ogni evenienza avevamo portato anche il costume.

Affamati, usciamo e troviamo il Titanic, uno steak restaurant appena fuori dall’albergo. Il posto è carino e il menù vario; Alvise ha preso la sua prima zuppetta e il suo primo gulasch (stufato di carne accompagnato da knedikly, una specie di canederli di solo pane) mentre io mi sono accontentata di un piatto di roast beef e rucola, forse non  troppo tipico. Dopo aver pranzo-merendato (erano ormai le 15), abbiamo perlustrato il centro. Piazza San Venceslao è la principale: ad osservarla c’è una statua enorme del Santo, protettore della Repubblica Ceca e di tutta la Boemia. Gremita di negozi e bar, la considererei una tra le parti più moderne di Praga. Qui abbiamo assaggiato il nostro primo trdlo, tipico dolce ceco con zucchero e cannella cotto al momento in vari chioschi che troverete in giro per la città. Per combattere il freddo l’ho accompagnato ad un caldo sidro di mele; ho scoperto solo alla fine del viaggio che è alcolico.

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Il primo trdlo non si scorda mai!

Presa la cena take away, ci avviamo frettolosamente verso l’hotel dove ci aspettava una serata in compagnia di Masterchef: avevo portato appositamente il portatile per guardare la finale inconsapevole che all’estero i servizi come NowTv e simili non funzionano. Dopo una serie di smanettamenti Alvise riesce comunque a farlo partire ed io piombo in un bel sonno profondo. Mi sveglio, oh..ha vinto Erica!

 

4 marzo.

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Via Nerudova, Praga

A Praga splende un caldo sole! Nonostante i 3 °C si stava benissimo. Finita la colazione a buffet (Dio benedica le colazioni negli alberghi), il nostro itinerario prevedeva una visita ad Hradčany, il castello di Praga. Si tratta di un complesso che comprende tra le tante cose il Palazzo reale, la Cattedrale di San Vito e il Vicolo d’oro degli alchimisti. Dopo una lunga camminata arriviamo ad Hradčany dove, aspettando il cambio della guardia, ci deliziamo con un tè caldo nel terrazzo di Starbucks. Per arrivare sul luogo consiglio di percorrere la via Nerudova, è un po’ in salita ma è molto bella.

Dopo aver visto il cambio della guardia entriamo e facciamo un biglietto che ci consente di vedere i diversi punti di interesse (125 CZK a persona). Per prima visitiamo la Cattedrale di San Vito: la sua struttura colossale è tanto gotica quanto inquietante, all’esterno troverete dei gargoyle pronti a giudicarvi. È divisa in tre navate, una centrale più alta e due laterali più basse. Ciò che mi ha colpito sono le vetrate laterali da cui entrava la luce del sole e regalava dei riflessi colorati che rendevano la cattedrale un po’ tunz – tunz.

Proseguendo lungo l’itinerario si arriva al Vicolo d’Oro, una stradina in cui si trovano delle casupole piccoline, degli Alchimisti appunto, in cui ora vengono venduti i souvenir. Il contesto è carino ma non riserverei troppo tempo a questo posto.

Con lo stesso biglietto avrete accesso anche all’Antico Palazzo Reale, alla Basilica di San Giorgio.

Concluso il giro ci siamo avviati al ristorante per pranzare. Dopo aver letto qualche recensione abbiamo scelto Art & Food, un ristorantino piuttosto nascosto che si trova in una via laterale di Malá Strana. La ricerca ci ha un po’ stremato perché era piuttosto lontano da Hradčany, ma ne è valsa la pena! Qui abbiamo mangiato il miglior gulasch di tutto il viaggio. La sera inoltre questo ristorante/galleria d’arte offre anche musica dal vivo e concerti.

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La vista dalla collina di Petřín

Dopo esserci rimpinzati, e vista la meravigliosa giornata di sole, ci siamo immersi nella natura e siamo saliti sulla collina di Petřín. Si tratta di uno dei punti da cui potete meglio ammirare la città (ed è vicinissima al ristorante). Come ultima tappa, sulla via del ritorno, andiamo al John Lennon Wall, un muro che dagli anni ’80, cioè in pieno regime comunista, è diventato un simbolo di pace. Decorato da canzoni dei Beatles e immagini ispirate a John Lennon, era ed è tutt’oggi un luogo di ritrovo per giovani.

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John Lennon Wall, Praga

Per cena andiamo da Bageterie Boulevard, un fast food a mio avviso “sano” che propone baguette e zuppette particolari niente male; lo consiglio perché con un prezzo irrisorio vi salvate la cena. Se non mi credete guardate il sito web in basso nella sezione informazioni & link utili.

 

5 marzo.

praga-isolaQuel sabato faceva piuttosto freddo, ma era sopportabile. In mattinata siamo stati a Střelecký ostrov, l’isola dei Tiratori: si tratta di un giardino immerso nel Moldova che si trova sotto al Ponte dei Legionari. Ecco un altro punto da cui ammirare Praga e scattare qualche foto-cartolina da portarvi a casa!

Ci lasciamo alle spalle questa isoletta dall’atmosfera fantastica e ci incamminiamo verso Staroměstské náměstí, la piazza della Città vecchia. La piazza è circondata da numerose case colorate di diversi stili architettonici che le donano uno stile unico. Le attrazioni da vedere sono il Municipio con il famoso Orologio astronomico, la chiesa di San Nicola e la Chiesa di Santa Maria di Týn.

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Santa Maria di Týn vista dalla torre dell’orologio

L’orologio è un vanto per Praga: la leggenda narra che  il costruttore fu accecato perché i consiglieri del municipio temevano che potesse costruirlo anche in altre città. Ogni ora vedrete i nasi all’insù dei turisti che aspettano i 12 Apostoli, lo Scheletro, il Turco, l’Avaro e la Vanità che scandiscono le ore; per finire, il canto del gallo d’oro e il suono della campana della torre.
La chiesa di Týn apriva dopo pranzo quindi decidiamo di riempirci lo stomaco con qualche prelibatezza locale per ingannare il tempo: la nostra intenzione era risparmiare qualche corona per poi concederci una bella cena al ristorante senza badare troppo a spese. Dopo aver scrupolosamente studiato i menu di tutti i ristoranti che si trovano nella piazza, nonostante il freddo, decidiamo di affidarci ad un chiosco sotto la torre (lì ce ne sono molti) e pranzare con un bel pezzo di prosciutto di Praga cotto al momento. Più tipico di così non si può! Signori, abbiamo speso 40 euro per due pezzi di prosciutto e un piatto di cavolo e patate. E’ stato il prosciutto più buono che io abbia mai mangiato, ma non è stato il massimo mangiarlo sentendo i portafogli piangere dalla disperazione. Il cartello diceva “un etto = 90 CZK “ (più o meno) e noi lo abbiamo interpretato con “una porzione = 90 CZK” quindi appena abbiamo detto «two portions» il buon ceco ci ha tagliato a suo piacimento due pezzi di prosciutto senza farsi nessuno scrupolo. Ci siamo rimasti abbastanza male perché siamo stati lì a cercare il ristorante più decente e conveniente della piazza e alla fine ci siamo fatti fregare in un posto in cui si mangia in piedi al freddo. Spero che questo episodio vi sia d’aiuto.

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Santa Maria di Týn

Andiamo alla chiesa di Santa Maria di Týn, anche questa gotica ma all’interno è disseminata di altari in stile barocco.L’ingresso è gratuito.

Nella piazza trovate anche un grande monumento dedicato a Jan Hus, considerato il primo riformatore della chiesa cattolica (vissuto prima di Lutero, Calvino e Zwingli) perché ne condannò la corruzione; per questo venne bruciato sul rogo nel 1415 e suoi seguaci, gli Hussiti, portarono avanti la sua dottrina. La vicina chiesa di San Nicola è appunto di religione hussita.

Nella strada del ritorno ci imbattiamo nella Torre delle Polveri (il biglietto per due persone costa 130 CZK). Decidiamo di salire (le scale a chiocciola sono strettissime); dal punto di vista storico non c’è niente da vedere però in cima si può ammirare la città. Secondo me ne vale la pena!

Visto che il pranzo non è andato come da programma, il ristorante salta e optiamo per una cena da Bageterie Boulevard, che è sempre una garanzia. È infatti nostra abitudine tenere sotto controllo le spese: lo facciamo per farci un’idea generale su quanto ci è costato il viaggio alla fine. Dopo cena facciamo un giro fino al Karlův most, il Ponte Carlo. Costruito su commissione del re di Boemia e dell’Imperatore del Sacro Romano impero, Carlo IV, è sopravvissuto a diverse alluvioni nonostante si dica che durante la sua costruzione siano stati aggiunti tuorli d’uovo alla calcina. Il suo stile è gotico, ma nel tempo sono state collocate diverse statue barocche. Diciamo che inevitabilmente avrete modo di vederlo molto spesso durante i vostri giri per la città, soprattutto quando andrete ad Hradčany. Però, tenetevi una sera per vederlo illuminato perché merita!

Hradčany vista dal Karluv Most
Hradčany vista dal Karlův most

 

6 marzo.

Sabato per gli ebrei è il giorno di riposo quindi allo Josefov, il quartiere ebraico, ci andiamo la domenica. Non ho un bel ricordo di questa giornata perché, visto il meteo, era abbastanza tetra. Il quartiere si trova subito dopo la Piazza della Città Vecchia, vicino alle boutique di lusso. Nel quartiere vengono venduti biglietti  validi per tutti i musei e le sinagoghe (potete scegliere tra vari itinerari). Entrando alla Sinagoga Pinkas, dove sulle pareti sono scritti tutti i nomi degli ebrei moldavi e cechi deportati, si arriva al Cimitero ebraico, l’unico spazio verde del ghetto dove sulle tombe vedrete dei sassolini: a differenza dei fiori questi non si distruggono e molto spesso tengono stretta una preghiera. Dalla Sinagoga Pinkas si arriva anche al Museo dei bambini di Terezin dove sono conservati disegni e poesie dei bambini deportati.

Abbiamo deciso di rimanere in tema e quindi a pranzo siamo andati in un ristorante kasherùt (= adeguato) ossia un ristorante che segue le regole alimentari della Torah. Siamo andati da Chabad’s e abbiamo pranzato con una zuppetta del giorno e un piatto di falafel. Probabilmente i prezzi sono un po’ più alti della media, ma noi ci siamo trovati bene. Infine abbiamo visto la Sinagoga Spagnola, il soffitto e le pareti sono tutte dorate. Bellissima!

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Sinagoga Spagnola, Praga

Su pinterest avevo più volte pinnato le foto della Sinagoga di Gerusalemme, una struttura colorata inserita tra i palazzoni di Praga; così siamo andati alla sua ricerca nel quartiere. Alla fine torniamo alla Spagnola e chiediamo informazioni in biglietteria: scopriamo che si trova da tutt’altra parte rispetto al quartiere Josefov e che è aperta al pubblico solo d’estate. Mai dare per scontate le cose! Usciamo dal quartiere e muniti di mappa la raggiungiamo. Vale la pena anche se solamente vista da fuori perché è coloratissima.

 

7 marzo.

Quando abbiamo organizzato la vacanza abbiamo letto che il primo lunedì del mese il Museo Nazionale è gratis (gli altri giorni costa 100 CZK) quindi lo abbiamo segnato nel planning. È all’inizio di Piazza San Venceslao, quindi dall’albergo ci arriviamo velocemente. Purtroppo era chiuso per restauri e siamo caduti dalle nuvole come due peri perché non avevamo un piano B. Così abbiamo fatto tappa al memoriale di Jan Palach, simbolo della resistenza anti-sovietica, che nel 1969 si diede fuoco davanti alle scalinate del Museo Nazionale dopo che la Primavera di Praga venne repressa sai sovietici.

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Piazza San Venceslao, Praga

Un po’ demoralizzati abbiamo visitato quegli angoli della città che non avevamo ancora visto; poi l’illuminazione: capitiamo davanti a Soup in the city, un moderno locale che serve zuppe del giorno. Praticamente con un “prezzo fisso” si pranzava con una zuppa, scelta tra quelle disponibili + una fetta di torta salata + un dolcetto + un bicchiere di spremuta al modico prezzo di 98 CZK. Uso il passato perché purtroppo ho scoperto che è stato chiuso!  Dopo aver pranzato ci avviamo verso la Torre dell’Orologio astronomico che ci eravamo riservati di visitare perché, essendo lunedì, non avremo fatto tanta coda! Il biglietto costa 160 CZK e si salgono le scale fino in cima (c’è anche un ascensore).  Dopodiché andiamo alla Leica Gallery dove c’era un’esposizione fotografica di Jim Marshall sui cantanti rock; se vi piace la fotografia vi consiglio di informarvi perché è un bel posticino. Inoltre se prendete un caffè alla caffetteria costa il 50% in meno!

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Casa Danzante, Praga

Ultima tappa della giornata alla Casa danzante, una struttura modernissima che si trova un po’ più fuori dal centro. Si chiama così perché gli ideatori si sono ispirati a Fred Astaire (torre di pietra) e Ginger Rogers (torre di vetro). Il giorno in cui siamo arrivati a Praga chiesi al taxista cosa c’era dentro e non ha saputo risponderci. Comunque poi abbiamo scoperto che c’è una galleria e un ristorante panoramico; noi ci siamo limitati a vedere l’esterno.

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Ultima cena da Micovna, un ristorantino tipico rivisto in chiave moderna che si trova nella Piazza della Città Vecchia: lo abbiamo scoperto solo alla fine perché lì i ristoranti hanno tutti la sembianza di essere turistici e abbiamo prenotato (andando sul loro sito web) perché tende ad essere pieno. Abbiamo condiviso come antipasto il prosciutto di Praga, poi io ho preso un gulasch e Alvise un svickova na smetane (= il filetto di manzo servito con salsa di panna e carote e guarnito con panna montata e mirtilli). Infine ci siamo concessi anche un dolce. In tutto abbiamo speso 30 euro! Quindi il ristorante è stato promosso a pieni voti. Tuttavia si  è presentato un inconveniente con il cameriere e perciò ne approfitto per aprire una parentesi sulle mance: i camerieri si aspettano di riceverle. Noi purtroppo non siamo abituati a dare mance, e quindi ci siamo trovati impreparati non sapendo mai come comportarci. Vi rinvio ad una pagina in qui viene spiegata bene la questione mance.

 

8 marzo.

Giorno di partenza. L’aereo era alle 17 quindi, lasciati i bagagli in hotel, ci prendiamo la mattina per ultimare l’acquisto di souvenir e fare un ultimo giro nei negozi. Pranziamo di nuovo da Soup in the city (R.I.P.) e ci avviamo all’hotel. Con una navetta privata dell’albergo (prenotata la mattina) ci siamo fatti accompagnare in aeroporto. Rispetto al taxi dell’andata è stato più conveniente: 22 euro contro i circa 30 dell’andata.

 


INFORMAZIONI & LINK UTILI

Secondo me 6 giorni sono tanti per visitare esclusivamente Praga, ne sono sufficienti 4. Eventualmente vi consiglio di informarvi per vedere Český Krumlov, un paesino medievale fuori Praga che sembra essersi fermato nel tempo; io l’ho visitato durante la gita delle medie. È stato inserito nell’Elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO; dato che non gli abbiamo dato il tempo che merita, potrebbe essere un buon motivo per tornare a Praga un giorno!

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Amo il mare e le fredde capitali dell'Est Europa. Sto crescendo un coniglietto, Ace, ma gli amici possono chiamarlo Pippo!

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